Osimandia

scritto da Alceo
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Traduzione del sonetto romantico di Percy Bysshe Shelley, resa in italiano con versi sciolti di endecasillabi giambici (accenti di 2°, 4°, 6°, 8° e 10°), emulando il pentametro giambico dell'originale inglese.
- Nota dell'autore Alceo

Testo: Osimandia
di Alceo

Conobbi da un’antica terra un viante¹

che disse: «Due enormi gambe in pietra

si staglian nel deserto. Presso loro,

un volto giace nella sabbia sfranto,

il cui cipiglio, e il ghigno di comando,

rivelan come ben coglieva i moti²

la mano³, impressi sugli inermi scogli 

e al cor che li nudrì sopravvissuti.

Sul piedistallo, tali voci incise:

“Osimandia è il nome, re dei re; 

mirate me, o magni, e disperate!"

Null’altro mane. Oltre lo sfacelo 

di quel relitto colossale, spoglie

si spandon lungi plaghe e sconfinate». 



¹ Viandante.
² Moti dell'animo; affetti, sentimenti.
³ Mano dello scultore.

Osimandia testo di Alceo
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